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Ju-Jutsu

I Nostri Corsi

il  Ju-jitsu è certamente la più antica arte marziale conosciuta. Dalla codificazione delle  
tecniche, ad opera di vari maestri del Giappone in epoca feudale, sono scaturiti i vari stili:
YAMARA-RYU, YOSHIN-RYU, KITO-RYU, DAITO-RYU etc.etc.; ma tutte le scuole  hanno sempre conservato il concetto fondamentale della pratica del ju-jitsu: assecondare l'attacco adattandosi all'avversario, ovvero cedere alla forza senza contrapporsi ad essa ( ju=cedevolezza). Nella palestra "IL DOJO" attualmente si pratica il "Metodo Bianchi".
Tale sistema fu codificato e proposto da Gino Bianchi nel 1946, dopo che già da diversi anni, ad opera di due marinai: Moscarelli e Pizzolla, questa antica e nobile arte era arrivata in Italia. Il metodo Bianchi consiste in 100 tecniche di base, con difficoltà crescenti, numerate da uno a cento, e divise in cinque grandi settori. Nel corso degli anni vengono insegnate:l'arte di colpire (ATEMI WAZA); le tecniche di torsione e lussazione (KANSESTU WAZA); i metodi di proiezione (NAGE WAZA), i sistemi di controllo ed  immobilizzazione, in piedi ed a terra (OSAE WAZA) ed ovviamente,la capacità di cadere in modo controllato (UKEMI). Il  Maestro  Fulvio de Clemente (III DAN), avvia alla pratica di quest'arte, in modo lento e graduale,con lo studio dei movimenti e delle tecniche di base (KIHON), finalizzandolo ad una continua ricerca dell'equilibrio  della mente e del corpo; al crescere.

 


dell'intensità della pratica e della consapevolezza delle proprie potenzialità, le azioni diventano sempre più rapide e decise (KIME), ma sempre nel massimo rispetto proprio e dell'altrui corpo: in sintesi il JU-JITSU tende al raggiungimento della vittoria dell'intelligenza sulla brutalità.  

Con l'aiuto degli studenti anziani (SEMPAI) tra tutti, Silverio Spurio (I DAN) ed  Domenico Collalto (I DAN), si tende ad uno studio che possa, nel tempo, portare ad un grado di consapevolezza (ZANSHIN) tale da consentire di essere pronti nel caso di attacchi subiti a mano nuda o con armi, ed addirittura di portare risposte proporzionate alla gravità e pericolosità alla eventualità manifestata. Il Dojo propone  anche possibilità di pratica ad un livello agonistico per la partecipazione a gare proposte dalla Federazione, in cui "l'arte dell'adattamento"  può prestarsi ad un aspetto meno marziale, ma  più ludico e di grande intensità fisica, e che in età giovanile può rappresentare una valida alternativa agli "sport tradizionali"


In conclusione, rivolgendoci agli indecisi, riluttanti ad accostarsi al mondo delle arti marziali  citiamo un vecchio detto nipponico: TOU WA ICHIJI  NO HAJI; TOWANU WA MATSUDAI NO HAJI.

" Chiedere può essere la vergogna di un momento, non chiedere mai e rimanere ignoranti è una vergogna per tutta la vita" ........in sintesi: nessun timore, tutti possono praticare.

 
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